lunedì 2 gennaio 2017

I vaccini e la paura.



Parlando di vaccini ricordo una cosa che raccontava sempre mio padre. 
Aveva un amico che, nonostante lavorasse nei campi, non si era mai vaccinato contro il tetano. 
Un giorno ebbe un piccolo infortunio: un brutto taglio con un attrezzo mentre lavorava la terra. Il taglio glielo medicarono subito ma gli dissero che avrebbe dovuto andare in ospedale a fare l'antitetanica. 
Poiché alla sera c'era una festa in paese e lui voleva andare a ballare, non voleva fare l'antitetanica perché temeva gli avrebbe fatto male la gamba dove pensava gli avrebbero fatto l'iniezione. 
Non andò mai a fare l'antitetanica, non andò mai nemmeno più a ballare perché gli venne il tetano e morì fra atroci sofferenze. 
Forse sarà per questo che io ho sempre fatto l'antitetanica e i suoi richiami? 
Stanno tornando malattie come la poliomielite e la difterite perché giovani genitori non vaccinano i loro bambini. 
Che stolti, loro non sanno quanti giovani zoppi e sciancati c'erano tanti anni fa perché erano stati colpiti dalla poliomielite. 
Non hanno il ricordo che le persone della mia età hanno della poliomielite e non possono ricordare il terrore dei genitori che quella malattia colpisse uno dei propri figli. 
Credo che manchi la paura di chi queste malattie non le ha mai viste perché da anni le persone si vaccinano e così viene da pensare che le malattie per cui si fanno le vaccinazioni quasi che non esistano. 
Manca la paura.
La paura non è mai una cosa bella ma in questo caso un po' di paura sarebbe la giusta terapia obbligatoria per quei genitori che sottovalutano l'importanza dei vaccini. 
Un po' di paura, con i relativi richiami obbligatori.

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