mercoledì 13 settembre 2017

Apple e i luoghi comuni



Ogni volta che Apple presenta un nuovo iPhone, la solita storia, sui Social si scatena la guerra dei luoghi comuni e delle frasi fatte che si ripetono ad ogni evento. 

"Avete scelto quale rene vendere per acquistare l'iPhone?" 
"Ormai ci vuole un mutuo per comprare un telefono" 

Ma il top è quando leggo: 

"Avreste pensato 20 anni fa che avreste pagato un telefono 3 milioni di lire?"

A parte che stiamo parlando di poco più di 2.000.000 , a parte che 20 anni fa non avrei mai pensato di pagare un caffè e una brioche al bar quasi 4000 lire, così come non avrei mai pensato di pagare un quotidiano quasi 3.000 lire. 
A parte che l'iPhone (come molti smartphone) non è più solo un telefono.
In un unico apparecchio troviamo infatti uniti computer, fotocamera, agenda elettronica, radio, enciclopedia portatile, quotidiani, contapassi, stereo, intrattenimento, torce, previsioni meteo... eccetera eccetera eccetera. 
A parte che questo divario con altri smartphone c'è se le caratteristiche sono diverse, così come esistono da sempre le utilitarie e le Porsche o le Ferrari, senza dimenticare che il Samsung Gakaxy note 8 è stato presentato a 999 euro un prezzo quindi superiore all'iPhone 8. 

Quindi di che cosa stiamo parlando? 
Del nulla. 
Come spesso accade sui Social. 

Pertanto se potete permettervelo, se non rubate i soldi per comprarvelo, se fate qualche sacrificio rinunciando a qualche vestito, una borsa, dei trucchi per risparmiare e comprarvi l'iPhone dove sta il problema? 
Questa "guerra" contro la Apple e l'iPhone in particolare davvero non la capisco. 
Ognuno si compri quel che vuole, con buona pace di tutti. 

Io amo i prodotti Apple come sapete e quando potrò acquisterò probabilmente l'iPhone X perché è bello, perché per me è un gioiello, perché mi attira tutto ciò che è tecnologico, perché così come non mi ha fatto impazzire l'app l'Apple watch - che non ho mai acquistato - questo nuovo prodotto invece mi sembra una novità e un ottimo strumento su cui puntare. 

Un ultimo pensiero: 
Da ex fumatrice ogni tanto mi piace rammentare quanti soldi spenderei in un anno per le sigarette e nel rallegrarmi per aver vinto una delle sfide più utili per la mia salute mi ritrovo a 
constatare che, in questi 10 anni Apple, i miei device li ho pagati in sigarette non fumate. 
Che soddisfazione. 

Lo so che è dura uscire dai luoghi comuni ma provare a fare uno sforzo ogni tanto? Perché non è solo l'Apple Event ma tante e tante quotidianità che ci raggruppano in greggi spinti qui e là da invisibili forze. 
Pensiamo con la nostra testa, non seguiamo sempre il solito web che critica spesso senza riflettere, che critica senza conoscere. 

Che critica a prescindere.

lunedì 11 settembre 2017

Quiche, torte salate, tortini un antipasto sfizioso





Quando ho ospiti a cena o a pranzo preparo spesso un tortino salato da antipasto, il nome con cui probabilmente conoscete queste torte salate è quiche.
La quiche in realtà richiede fra gli ingredienti la panna liquida mentre io faccio le mie torte salate con la ricotta.
Le quiche sono facilissime da fare e si prestano ad essere farcite con innumerevoli ingredienti tante verdure, formaggi, salumi ecc.
Se eviterete i salumi saranno adatte anche ai vegetariani.

Eccovi la mia ricetta:
Entrambi i tortini sono identici come ingredienti con l'unica differenza che in una ho utilizzato gli spinaci e nell'altra gli zucchini.

Ingredienti 

Pasta sfoglia in rotoli (rotonda)
Zucchini oppure spinaci (500 gr)
Pancetta a cubetti (100 gr)
Fontina tagliata a cubetti (o altro formaggio a piacere) (200 gr)
Parmigiano 40 gr. 
1 uovo
Ricotta (250 gr)

Prima di tutto la pasta sfoglia va stesa dentro un pirofila rotonda (io utilizzo quelle di vetro Pirex che sono comodissime), con i rebbi di una forchetta bucherellate il fondo della pasta stesa.

Occorre lessare gli spinaci in acqua salata e strizzarli bene o ripassarli in padella per asciugarli dall'acqua per evitare che troppa umidità impedisca alla pasta di cuocere bene soprattutto nella parte inferiore.
Se invece utilizzate gli zucchini dovrete trifolarli in padella con un po' di olio, io aggiungo anche un pizzico di peperoncino.

La pancetta va fatta dorare in una padella antiaderente in modo che diventi croccante.

Fate raffreddare il tutto prima di mescolare gli ingredienti.

Per quanto riguarda la ricotta io utilizzo per ogni tortino (quando non ho a disposizione la ricotta fresca) una confezione di ricotta Santa Lucia della Galbani - questa ricotta è infatti una delle poche che non ha crema di latte ma solo siero di latte.
Se volete fare la classica quiche francese dovrete utilizzare la panna liquida al posto della ricotta in questo caso vi serviranno due uova anziché uno.

Unite in una ciotola la ricotta, l'uovo, gli zucchini o gli spinaci, la fontina tagliata a cubetti, un po' di parmigiano, la pancetta croccante e mescolare bene il tutto.
Inserite il composto nella pasta sfoglia stesa dentro la vostra pirofila e livellatelo bene, chiudete i bordi della pasta sopra il tortino.

Se volete fare qualche decoro sopra le quiche dovrete avere a disposizione un altro rotolo di pasta sfoglia che utilizzerete con un po' di fantasia e/o con qualche formina da biscotti.

Spennellate con latte o albume d'uovo la pasta e mettete in forno a 180 gradi fino a quando non vedrete la pasta ben dorata. (in genere 40 minuti).
L'unica difficoltà di questo tortino è che la parte inferiore della pasta cuocia bene per cui dovrete mettere la teglia o la tortiera nella parte bassa del forno. 

Come potrete immaginare le varianti sono molteplici, potrete utilizzare asparagi, piselli, porri, cipolle e altre verdure per il ripieno o formaggi come il taleggio, l'emmental o la provola, potrete utilizzare cubetti di prosciutto cotto in luogo della pancetta, potrete mettere il formaggio steso a fette in fondo alla tortiera senza mescolarlo all'impasto, insomma potrete sbizzarrirvi come meglio vi pare ma con una certezza che la vostra torta salata avrà un sicuro successo.

A questo punto mi è venuta fame quindi vado a pranzare e ... buon appetito.









venerdì 25 agosto 2017

La paura della paura. Terrorismo e dintorni



Enormi fioriere in alcune vie del centro di Parma per "difenderci" dagli attentati, come se questo bastasse e non fosse invece una inutile scelta che obbligherà mezzi autorizzati e di soccorso a ridicole gimcane.
Solo un tentativo di rassicurare i cittadini quando la sicurezza richiederebbe ben altri interventi.

Dopo aver blindato le nostre case con porte, serrature, allarmi e grate, adesso blindiamo intere vie.

Non riusciremo mai a difenderci abbastanza, sventata una strategia  il terrorismo ne sceglierà un'altra.
Siamo prigionieri delle nostre case e ora delle vie della nostra città.

Insegnano a tutti coloro che soffrono di attacchi di panico che la cosa peggiore è la paura della paura.

E noi invece coltiviamo la paura nel nostro quotidiano.
Non apriamo porte a sconosciuti, temiamo gli assembramenti, aeroporti e stazioni, guardiamo con diffidenza persone di un altro colore o con il velo perché la paura di ciò che non conosciamo ci terrorizza.

Perché così come non si risolve il problema dei migranti con l'uso degli idranti ma occorre una politica ben precisa e una accoglienza preparata nei minimi particolari invece di lasciare tutto alla improvvisazione, così non si risolve con le fioriere e con le barriere il problema del terrorismo.

Personalmente sono terrorizzata da questa mancata presa di coscienza di questo esodo biblico non gestito a livello centrale e locale dai nostri governanti... e qui non ci sono fioriere che aiutino o idranti che sgomberino.



 Foto parma.repubblica

domenica 13 agosto 2017

Sarahah app per messaggi anonimi - il mio giudizio -



Non si fa che parlare di lei, di Sarahah.
Chi è Sarahah?
Non è una giovane fanciulla dal nome esotico, ma una app. una nuova app che permette di registrarsi e mandare messaggi anonimi.
Sarahah in arabo vuol dire schiettezza, apertura, onestà.

Confesso che appena ne ho sentito parlare, anzi ne ho letto su Twitter - che è sempre il veicolo più veloce per conoscere le cose - ho pensato che fosse una cosa assurda, naturalmente prima di dare dei giudizi su qualcosa o qualcuno mi piace verificare di persona, così ho scaricato l'app e mi sono registrata per vedere di che cosa si trattava.
Confesso di essermi registrata soprattutto per bloccare il mio nick che utilizzo ormai da anni su tutti i social (azzetazeta) ed evitare che qualcuno lo prendesse al mio posto.

Ho letto qualcosa in rete su questa app. che risulta creata dal 29enne saudita Zain al-Abidin Tawfiq e che in poco tempo ha collezionato oltre 20 milioni di utenti.
Il motivo per cui questa app è nata, o almeno così è stato dichiarato dal suo ideatore, è per permettere ai dipendenti di esprimere giudizi in forma anonima sui loro capi senza possibilità di replica. 
Il problema è che così come è strutturata si presta a diventare una app molto rischiosa se utilizzata in modo incontrollato e crea un giustificato allarme cyberbullismo.
La possibilità infatti di inviare messaggi a chiunque in forma anonima permette l'invio anche di offese e messaggi denigratori e/o persecutori.

La registrazione è molto semplice e richiede di creare un user e di fornire un indirizzo e-mail.
Verrà creato un profilo "nomeutente.sarahah.com" che potrete inserire in ogni altro vostro social per essere contattati in forma anonima. 
Precisazione: se volete essere rintracciati con il vostro nick dovrete inserire lo stesso anche nello spazio "nome" perchè è quello che serve al motore di ricerca per rintracciare un utente.
L'app vi proporrà di condividere i vostri contatti (cosa che io non ho permesso) e da quel momento potrete pubblicizzare il vostro nick e ricevere commenti in forma, ripeto, completamente anonima.
Non c'è possibilità di replica al commento, potrete solo scegliere di inserire il commento fra i preferiti o di bloccare l'utente.
Nelle impostazioni avrete alcune possibilità di scelta fra cui quella di permettere l'invio dei messaggi anche da utenti non registrati all'app. e oltre al blocco utente anche di filtrare parole offensive.

Il mio parere personale è che una cosa di questo tipo non abbia senso, l'anonimato è pericoloso e l'utilizzo di una app per permettere questo tipo di approccio, sia con commenti positivi che negativi, non sia destinata a produrre nulla di buono.

Nelle relazioni, mi piace "metterci la faccia" non mi piace nascondermi dietro l'anonimato infatti, nonostante usi un nick nei social, molti mi conoscono e sanno chi sono e mi hanno pure visto in video su periscope e snapchat e credo che il male di quasi tutti i social siano le chat spesso sottobosco di maldicenza come ho già avuto modo di dire in altri post su questi blog.
Molto spesso c'è addirittura chi crea account fake proprio per poter offendere restando impunito e avvelenando ciò che di bello c'è in un social.
Non vedo quindi come sia possibile apprezzare una app che permette il completo anonimato, peraltro senza alcuna possibilità di replica.

Concludendo: salvo che il mio giudizio non cambi in tempi brevi, l'app verrà presto disinstallata dai miei dispositivi ne consegue che, chi vuol commentare qualcosa in forma anonima ad azzetazeta.sarahah.com "lo faccia ora o taccia per sempre" con buona pace di tutti.





domenica 6 agosto 2017

Letargo estivo.



Non ho mai amato l'estate. Mai. 
Forse perché sono nata alla fine di settembre e la mia stagione è sicuramente l'autunno. 
Forse perché il caldo mi toglie le forze e la voglia di fare qualunque cosa. 
Sto male ancora di più quest'anno visto che il caldo sta picchiando duro come poche volte in passato. 
Odio stare chiusa in casa perché fuori fa troppo caldo. 
Odio sentirmi appiccicata di sudore ogni momento del giorno. 
Odio sentire le gocce di sudore che cadono sul collo e sugli occhi facendoli bruciare quando sto stirando. 
Odio, 5 minuti dopo la doccia, ricominciare a sudare nel fare  il minimo movimento. 
Odio che il giardino - che doveva essere la vera felicità estiva - sia secco, con fiori spenti, ed erba bruciata dal sole. 
Odio le zanzare (inutili insetti) che paiono accanirsi su di me con furia inaudita. 
Odio che quando devo comunque uscire risalire sull'auto sia come entrare in un forno crematorio. 
Sono spaventata che tutta questa siccità possa far venire meno uno dei beni più preziosi della terra: l'acqua. 
Ecco adesso sapete perché d'estate sono meno Social, meno simpatica, meno tutto. 
Però sono una persona coerente.
Non mi sentirete lamentare del freddo e della pioggia, della sera che comincia con il buio alle 5 del pomeriggio, della nebbia in Valpadana, di guidare con la neve per strada, di indossare indumenti pesanti, dei collant sotto i pantaloni, dei piumini, dei capelli umidi di pioggia, del freddo per dare aria alla camera da letto il mattino. 
Ecco io sono così. Adatta forse alla Norvegia o ai paesi del Nord. 
Nata sicuramente nel posto sbagliato del globo. 
Aspetto l'autunno paziente restando immobile in questa aria estiva che pare brodo caldo.
Aspetto la pioggia come animale assetato nel deserto. 
Aspetto in questo mio lungo letargo estivo. 

Aspetto.

mercoledì 28 giugno 2017

Snapchat o Instagram Stories pro e contro





Narra la verità vestita da leggenda che poiché Evan Spiegel (ventitreenne inventore di Snapchat) ha rifiutato di vendere la sua applicazione a Mark Zuckerberg nonostante una offerta da capogiro, quest'ultimo abbia deciso di creare il suo "snapchat" aggiungendo ad Instagram i video di Instagram Stories.

Innegabile realizzare quanto questa implementazione sia di fatto una copiatura di Snapchat: modalità di utilizzo e filtri compresi.

Poiché negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una più o meno lenta migrazione da snapchat a instagram stories di alcuni profili che frequentavano Snapchat direi che, vista la tipologia di molti profili migrati, la molla principale sia che Instagram stories ha un bacino di utenza già consolidato ben verificabile e più consono alla pubblicità e al mondo dello spettacolo. In molti casi le aziende chiedono proprio l'utilizzo di tale canale per eventi. 
Fra i primi profili migrati troviamo infatti Chiara Ferragni - Clio Makeup e molte altre influencer più o meno famose.
Io che da sempre analizzo le dinamiche social, anche se normalmene non utilizzo Instagram stories, ho provato a creare alcune storie per vedere in realtà quanto ci sia di uguale e quanto ci sia di diverso facendo una piccola comparazione delle due app. fra PRO e CONTRO.

Snapchat 

PRO: I filtri sono sicuramente migliori di quelli di IG stories, il problema è che ci sono troppi filtri con il voice changer e parecchi pure molto ridicoli tanto da far pensare che gli sviluppatori vogliano sicuramente privilegiare un target molto giovane. (infatti che ci sto a fare io?) 

PRO: Utile la possibilità di caricare un filmato dal rullino (se inferiore ad un minuto) che l'applicazione dividerà automaticamente in più snap.

CONTRO: le foto e i video caricati dal rullino vengono circondati da una cornice bianca. C'è la possibilità di dribblare il problema (almeno su iphone) con un sistema un po' macchinoso ma ne deve proprio valere la pena. 

PRO e CONTRO: La chat si cancella subito. Utile se non si vuole appesantire l'app e far sparire velocemente una foto inviata o altro ma scomodissimo se si vuol sostenere un minimo di conversazione. Anche se è possibile salvare un messaggio premendo sul messaggio stesso, la pratica è noiosa. Basterebbe una opzione nelle impostazioni per il salvataggio automatico.

PRO e CONTRO 
Non è possibile vedere il numero di follower e se questo dato sarebbe di per se una cosa positiva,  (finalmente un social in cui non dobbiamo misurare "chi ce l'ha più grosso") per molti utenti purtroppo la visibilità è più importante.
Il numero che possiamo vedere sotto lo snapcode infatti  è un dato non particolarmente interessante perché costituito dagli snap che l'utente fa, dalle visualizzazioni e da altri parametri sconosciuti. Dato inutile comunque per quantificare la visibilità di un soggetto.
Il proprio seguito è dato dal numero di views alle nostre storie ma il dato non è pubblico bensì visualizzabile solo dall'utente stesso.

PRO: l'app si presta molto a video "parlati" aumenta la possibilità di conoscere nuove persone e interagire con loro, è utile per "raccontarsi" anche se CONTRO il dovere sempre rimettere i filtri "bellezza" e far ripartire gli snap dopo pochi secondi è sicuramente antipatico.
D'altronde questa app, non è nata per video lunghi come invece è nata l'app di Periscope o i video in diretta di Facebook. Siamo noi che abbiamo "manipolato" l'app a nostro piacimento.
Nota: Dal 18 luglio 2017 inserita la possibilità di fare snap in sequenza (fino a 6) tenendo premuto il tasto video.

CONTRO: Il consumo della batteria, in particolare nelle visualizzazione di snap altrui è imbarazzante, se non siete vicini ad una corrente elettrica o non avete una batteria esterna dimenticatevi snapchat.

CONTRO: Lo spazio occupato dall'app è consistente spesso supera i due giga soprattutto se volete salvare la chat e tutti gli snap nella sezione ricordi. Va detto però che questo "peso" dell'app è in buona parte alleggeribile dalle impostazioni dell'app stessa (cancellazione della cache, della sezione ricordi, delle chat).

CONTRO: non è possibile capire esattamente chi ci segue, i profili anonimi che non utilizzano immagine nello snapcode potrebbero essere chiunque, in uno degli ultimi aggiornamenti poi è stata sostituita l'immagine nello snapcode dal fumetto bitmoji quindi siamo tutti dei fumetti o dei fantasmi.  Questa è la parte a mio parere più negativa.

CONTRO: impossibilità di inserire hashtag cliccabili e impossibilità di raggiungere direttamente altri utenti citati. questo è il limite sicuramente più grande di Snapchat. A mio parere non è pensato come un vero e proprio social ma come uno scambio di messaggistica istantanea fra poche persone.
(dal luglio 2017 è stata attivata la possibilità di inserire link a siti web raggiungibili direttamente dallo snap.)

PRO e CONTRO: uno degli ultimi aggiornamenti consente di localizzarsi in una mappa generale e poter vedere snap ricercando una zona oltre a poter vedere dove le persone che seguiamo sono localizzate.
PRO per trovare gli amici ad eventi ma decisamente CONTRO se mantenete la localizzazione pubblica quando snappate da casa o se non volete far sapere cosa fate minuto per minuto.
Fortunatamente è possibile impostare una "modalità Fantasma" che impedisce di vedere la vostra localizzazione (anche se Snapchat vi vedrà costantemente .... ahimè) 

CONTRO: molto negativa è l'impossibilità di tenere "aperta" l'applicazione su più device così come invece avviene con le app. di tutti gli altri social (twitter facebook instagram ecc.) con snapchat occorre loggarsi ogni volta che si utilizza un altro cellulare o un ipad. 

Instagram Stories 

PRO: E' possibile vedere chi ci segue e visualizzare immediatamente il suo profilo Instagram, questa per me è una delle caratteristiche più positive.

PRO: i video di IG durano quasi 15 secondi contro i 10 scarsi di Snapchat.

PRO: se si utilizza il tag di geolocalizzazione i video possono esser inseriti nella "storia" del luogo visitato ed ottenere così più visualizzazione. 

PRO: si possono fare video in diretta, (immaginate la presenza ad un evento) come avviene per i video di Periscope, eliminando temporaneamente il problema di far ripartire un video dopo l'altro. 

PRO: La chat non si cancella e non si perdono i messaggi.

PRO: E' possibile caricare video e foto da rullino (senza che si percepisca la differenza fra un video fatto in diretta.
CONTRO: i video caricati durano il tempo di un unico video di IG stories e non vengono caricati tutti separatamente come su snapchat.

PRO: la visione dei video è più veloce perché spesso si procede per immagini e spesso i video sono privi di commenti parlati rendendo più facile skippare ma altrettanto CONTRO: la visione per immagini è un duplicato del profilo Instagram quindi, a mio parere, inutile  e c'è meno possibilità di comunicazione e interazione diretta.

PRO: si può vedere esattamente quanto durerà la storia di un account, così sapremo sempre se guardarla o passare ad altro. (Questa cosa era possibile anche su Snapchat ma uno degli ultimi aggiornamenti ne ha tolto la possibilità, peccato)

CONTRO: se la connessione non è perfetta spesso si blocca la visione (anche nel caricamento dei video).

PRO: è possibile citare un altro profilo instragram (con la chiocciola come avviene su twitter) e premendo si viene immediatamente dirottati sul profilo citato. Questa è una delle funzioni più utili. 
Altrettanto utile la funzione di inserire un link a cui accedere direttamente purtroppo CONTRO questa ultima possibilità pare sia data solo ai profili "aziendali". Auspico al più presto che questa funzione sia resa disponibile per tutti. (questa funzione è stata resa disponibile su Snapchat da luglio 2017 per tutti)

PRO: possibilità di inserire gli hashtag (così come avviene su altri social) in modo da individuare un argomento comune.

Come vedete la bilancia pende a favore di Instagram stories ma unicamente per determinati profili e per un utilizzo più "commerciale" e soprattutto perché spesso noi facciamo un utilizzo dei social e di certe app diverso da quello per cui queste app sono state ideate e concepite. 


Spero di aver valutato il più possibile tutte le variabili in considerazione del fatto che il mio utilizzo di Instagram stories è sporadico ed è stato finalizzato alla preparazione di questo post, per questo mi  aspetto vostri commenti a integrazione di questa mia analisi. 







mercoledì 7 giugno 2017

I blackout della mente

(Foto pixabay)

Quante cose facciamo in modo meccanico mentre la mente pensa a qualcos'altro? 
Quante volte siete arrivati in un luogo consueto senza ricordare la strada percorsa perché distratti da una telefonata?
Quante volte avete dimenticato accese luci, dimenticato dove avete parcheggiato la macchina, cercato la macchina nel consueto parcheggio mentre quel giorno la macchina era dal meccanico e avete preso l'autobus?
Quante volte siete tornati a controllare se avevate chiuso una porta, una finestra, perché sono gesti che fate automaticamente e la mente distratta non li registra? 
Quante volte avete improvvisamente dimenticato un codice o una password che magari usate quotidianamente ma che in quel momento per un assurdo blackout al posto di quel numero o codice c'è solo il vuoto? 
Pensateci e rispondetevi sinceramente. 

Ora davvero qualcuno si sente di puntare il dito verso quella madre che ha dimenticato la propria figlia in auto presa da automatismi incomprensibili che hanno cancellato il fatto di non essersi fermata al nido? 
Qualcuno si sente di giudicare questa donna in questa frenetica vita quotidiana dove ognuno di noi deve essere sempre presente, sempre sul pezzo, senza alcuna debolezza? 

Voi forse sarete tornati a casa a spegnere le luci, avrete pensato per un attimo che vi avessero rubato la macchina non trovandola nel consueto parcheggio, avrete bruciato una pietanza sul fuoco o avrete sbagliato il pin del bancomat. 
Ma quella madre, quella madre non potrà più dimenticare, si incolperà ogni giorno, ogni minuto per quel blackout della sua mente che le ha fatto dimenticare la figlia in auto. 
Non dimenticherà più il momento terribile in cui, vedendo  quel corpicino esanime, in un lampo ha ricordato di aver saltato una tappa della sua giornata per arrivare puntuale all'appuntamento che aveva con il destino. 

Di fronte a questi episodi che, per quanto mi riguarda, stanno diventando anche troppi solo una cosa si può fare perché non accada più. 
Attivare procedure di controllo esterno. 
Il bambino non viene portato al nido senza che qualcuno ne giustifichi l'assenza? La scuola deve chiamare per sapere perché. 
Esistono già rivelatori di presenza che collegati ai seggiolini impediscano la chiusura dell'auto ed emettano segnali acustici se sul seggiolino c'è un bambino. 
Rendiamoli obbligatori. 
Non permettiamo che accada di nuovo. 
Non permettiamo che altri genitori piangano morti così assurde.

Non giudico, abbraccio invece virtualmente quella donna, quella famiglia che non avrà più pace.
Fatelo anche voi. 



mercoledì 24 maggio 2017

Cose che ci risparmieremmo volentieri



Ormai la notizia da mettere in evidenza in TV o sulle testate giornalistiche è la violazione di qualunque regola generale di buon senso 
Solo ieri, in bella evidenza a Striscia La Notizia, Flavio Insinna  che mostra il peggio di se filmato di nascosto da una squallida persona che (probabilmente per denaro) ha venduto alla TV concorrente le infelici e volgari esternazioni del conduttore. Conduttore che non guarderemo più con gli stessi occhi anche se penso che chi l'ha filmato e "venduto" sia peggio di lui.
E volevamo farci mancare le immagini tristi del ciclista Dumoulin che al Giro d'Italia, in preda ad urgenze intestinali, si ferma e scende nel campo ad evacuare immortalato dall'elicottero ed esposto a pubblico ludibrio con tanto di circolino rosso ad evidenziare la sua esatta posizione se mai fosse sfuggita ad un osservatore distratto? 
Gogne mediatiche che davvero vorrei non vedere e poi ci stupiamo se a scuola i ragazzi prendono in giro il compagno che cade o meglio ancora lo fanno cadere per riprenderlo e deriderlo pubblicamente. 
Perché dovremmo stupirci? Glielo stiamo insegnando noi. 
C'è una società malata che gode delle disgrazie altrui.

Giuro che quando vedo queste cose - e potrei continuare a lungo - vorrei vedere incenerito qualcuno da un fenomeno d'ira vendicativo simile a quello di Carrie -lo sguardo di satana - derisa sotto la doccia al suo primo ciclo mestruale. 

lunedì 22 maggio 2017

L'educazione non fa rumore.



Ho constatato sempre più spesso nel quotidiano ma anche sui social che il mondo pare essere degli arroganti e di chi urla più forte.
Purtroppo è l'arroganza che vince sulla visibilità e le urla si fanno sentire più di qualunque silenzio.
Le persone ragionevoli, quelle che non amano disturbare, quelle che parlano con toni pacati paiono non esistere.
Invece io so che sono una maggioranza silenziosa, una maggioranza che ragiona, una maggioranza che rispetta gli altri e per questo non invade il territorio altrui, non urla più forte, non infastidisce chi gli sta vicino, non crea flame nei social, non offende, non fa valere le proprie ragioni sopra ogni cosa.
Vi faccio un esempio quotidiano: quante volte vi sarà capitato di avere un vicino in condominio o di casa che non vi rispetta, che fa rumore in orari in cui di solito occorrerebbe rispettare il silenzio, che ascolta la radio ad alto volume, che passa l'aspirapolvere alle 6 del mattino, che usa il phon di notte, che taglia l'erba alle due del pomeriggio o sempre in quell'ora deve carburare il motorino in garage sotto le vostre finestre, che fa abbaiare il cane fino a notte fonda, che sale sull'ascensore fumando o lo sporca con le scarpe infangate, che parcheggia la macchina davanti al vostro garage o mette l'auto in modo da impedirvi la manovra in cortile.  
Ecco, se a questi individui oserete chiedere qualcosa, di spostare l'auto, di abbassare la radio, di rispettare certe fasce orarie vi guarderà come un ufo e farà l'offeso. Nella migliore delle ipotesi vi darà retta sbuffando e bofonchiando (fino alla prossima volta che gli parrà di fregarsene delle regole di buon vicinato) nella peggiore delle ipotesi vi urlerà dietro che lui/lei ha diritto di fare quello che vuole a casa sua e se non vi sta bene cambiate voi casa e andate ad abitare su un monte o in un'isola deserta o dove gli verrà in mente mandandovi quindi letteralmente a quel paese.
Così come sui social se proverete a dire ad uno - con garbo - che sta scrivendo sciocchezze, che non deve mettere certe immagini che possono offendere le persone, che non deve prendere in giro i grassi/magri/brutti/disabili ecc. che non dovrebbe bestemmiare, che sta facendo circolare una bufala, vi risponderà stizzito che lui è libero di scrivere quello che vuole e magari avrebbe pure ragione se non fosse che lo sta scrivendo sulla vostra bacheca di facebook o sul vostro  Instagram o in riposta ad un vostro tweet. 

Ecco pare che il mondo sia degli arroganti dei prepotenti e dei menefreghisti.

E se su un social si può ignorare, bloccare, cancellare certe persone e certi commenti, purtroppo non si può fare altrettanto nella vita di tutti i giorni a casa, sull'autobus o in coda alle Poste.

La maggioranza silenziosa non facendo rumore è come se non esistesse, chi rispetta il prossimo e cerca di non infastidire gli altri non viene preso da esempio positivo, verrà schiacciato non appena oserà fare valere le proprie ragioni.

Il mondo pare essere degli arroganti, dei prepotenti, dei menefreghisti.

Naturalmente ci sono vari gradi di tolleranza, se il vicino sta dando una festa e non lo fa tutte le settimane credo sia normale accettare rumori, musica e schiamazzi, così come chi ha 6 figli che saltellano in casa non potrà lamentarsi con il vicino del piano di sotto se ascolta la musica classica a volume un po' alto.
Non so cosa si può fare, non ho la ricetta. Io purtroppo non riesco a stare zitta, se qualcuno mi infastidisce oltre il limite (tutti noi in fondo anche inconsapevolmente possiamo infastidire qualcuno casualmente) spiego le mie ragioni. 
Se mi va bene e incontro una persona ragionevole possiamo trovare un compromesso ma se incontro l'arrogante sembrerò io quella che è in torto, quella noiosa. 
Invece io rivendico soltanto il mio diritto al rispetto, all'educazione, alla difesa del mio territorio personale e della mia libertà personale.

Io mi considero fortunata, nel mio quartiere abbiamo raggiunto regole di convivenza tacite che solo a volte vengono dimenticate, ma all'inizio ci è costato qualche discussione mettere dei paletti e dei limiti ai potenziali fastidi per la quiete pubblica.

In passato però ho vissuto in condomini dove l'educazione per alcuni era optional e vivo quotidianamente la maleducazione della gente in giro e sui social e posso ribadire chiaro e forte un concetto:
l'educazione è silenziosa, la maleducazione è rumorosa, per questo sembra che il mondo sia degli arroganti, dei prepotenti e dei menefreghisti.

Questo post è per dare voce al silenzio, per dare voce alla maggioranza silenziosa che ha uguali diritti di chi urla più forte.
Se sei nel giusto, fai valere le tue ragioni, l'educazione non fa rumore ma ha uguali diritti.



Foto Pixabay


domenica 21 maggio 2017

Ancora sui vaccini



Dopo gli ultimi provvedimenti del Governo sull'obbligo di vaccinazione dei bambini, leggo cose scritte dagli antivaccinisti che non approvo.
Ho già scritto sull'argomento in passato ma una cosa voglio dirla di getto come spesso faccio.
Quando ho avuto il morbillo da piccola ho avuto la febbre così alta che deliravo, ricordo ancora perfettamente le fragole del mio pigiama che si staccavano e venivano verso la mia gola per soffocarmi.
A me è andata bene ma ad altri bambini no, alcuni hanno avuto problemi alla vista, all'udito o altri danni permanenti, qualcuno per una encefalite è morto.
Malattie che sembrano banali come la varicella e il morbillo portano questi rischi, complicanze che possono verificarsi nel 30% dei casi.
Il vaccino ha una percentuale di sicurezza del 99,98% ma davvero c'è chi ha ancora dubbi sulla scelta da effettuare?
Fra l'altro le scelte dell'uno incidono sugli altri, così come chi fuma fa subire il fumo passivo agli altri, così chi non vaccina mette a rischio anche la salute degli altri.
Vogliamo ignorare le persone con malattie autoimmuni o immunodepresse che non possono fare vaccini e che avrebbero rischi maggiori contraendo certe malattie??
Chi non è vaccinato e si ammala mette a rischio anche loro.
Infine, come qualcuno ha ricordato, provate a leggere gli effetti collaterali  scritti nel bugiardino di qualunque farmaco di uso comune come il Moment, l'aspirina o la tachipirina e poi ditemi se vi ponete il problema quando la prendete di poter rientrare in quella piccola percentuale di rischio legato alla sua assunzione.
Tutto è migliorabile ma davvero non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di discutere su queste cose.




Precedente post sullo stesso argomento: I vaccini e la paura


Foto: pixabay

lunedì 8 maggio 2017

A proposito di Fedez - Ferragni



L'hanno fatto in tanti perché dovrei esimermi dal fare un commento sulla proposta di matrimonio pubblica sul palco dell'Arena di Verona fatta da Fedez a Chiara Ferragni?
Ho letto sui social numerose critiche al fatto che una cosa così "privata" come una proposta di matrimonio sia stata fatta invece in modo così pubblico e plateale.
Vi dico cosa ne penso.
Sono assolutamente convinta che Fedez abbia chiesto in privato a Chiara Ferragni di sposarlo, o forse l'avrà fatto lei in altro momento, in altro giorno, in altro luogo
Come in privato vivono certamente una parte della loro vita, fanno sesso e si dicono cose. 
Ma il loro lavoro è stare davanti alle persone, ai fans, indossando oggetti e capi sponsorizzati.
Quindi credo fosse inevitabile cercassero un luogo che desse estrema visibilità per annunciare il loro futuro matrimonio perché fa parte dei "personaggi" pubblici. 
La loro vita non è mai completamente privata e guadagnano proprio perché si espongono continuamente in pubblico. 

Quante volte noi scriviamo cose personali e private sui Social? 
Cose private che abbiamo sicuramente già festeggiato, metabolizzato o pianto in privato. 
Lo facciamo senza capi sponsorizzati e senza che qualcuno ci paghi per "apparire" eppure lo facciamo. 
Quindi la critica non ci sta secondo me. 

Critica poi che molto spesso arriva da chi sui social si localizza e si mostra a letto, in bagno, in spiaggia, in palestra, mentre si trucca, mentre fa colazione ecc. ecc.
Ognuno utilizza gli strumenti e il proprio vissuto e il proprio desiderio di condivisione personale per mostrarsi agli altri. 
E Fedez - Ferragni non sono Rossi-Brambilla. 
Perché Rossi Brambilla non sapremmo chi sono e anche se si fossero giurati amore eterno appesi alla Tour Eiffel non ce ne saremmo accorti. 

E comunque Rossi che avesse chiesto alla signorina Brambilla di sposarlo invitando la suddetta signorina al ristorante e al momento del dolce, si fosse inginocchiato porgendole l'anello, avrebbe avuto pure lui un pubblico e quindi il grado di esibizionismo sarebbe stato lo stesso, proporzionato al fatto di essere certamente meno famoso di Federico e Chiara.
Così come quello che la scorsa settimana ha chiesto alla sua lei di sposarlo uscendo da un pacco nel bel mezzo di un centro commerciale della mia città.
Quindi il "purché se ne parli" spesso muove questi personaggi del gossip web, inutile fare i puristi scandalizzandoci per questa scena pubblica.
Invece quasi tutte abbiamo cliccato sul video per vedere come è andata. 
Ed è proprio su questo che loro avevano puntato per stupire e far parlare di se. 
E noi ne abbiamo parlato. 
Questi sono i meccanismi dei Social.

Lei non è Cenerentola e lui non è il Principe azzurro ma ci hanno fatto un po' sognare la favola... o no?

mercoledì 3 maggio 2017

Snapchat e la disattivazione involontaria dell'account



Mi è successa una cosa strana e imprevista due sere fa, ho disattivato involontariamente il mio profilo di Snapchat.
Ero al PC loggata sul mio profilo snapchat (ci sono funzioni che sono disponibili solo al PC) e contemporaneamente in un'altra finestra avevo aperto un post di Aranzulla che avevo trovato per caso che parlava appunto di snapchat e che, fra le altre cose, riportava anche le istruzioni per disattivare l'account.
Era quasi mezzanotte quindi forse ero particolarmente addormentata, ma ho cliccato involontariamente su un link che doveva portare alle pagine di snapchat dove poter anche disattivare l'account.
A questo punto il problema è che mi si è aperta la finestra di Snapchat con la seguente scritta:
"il tuo account è stato disattivato con successo" 
senza chiedermi una ulteriore verifica, una password, un "non sono un robot" o amenità del genere che mi avrebbero fatto desistere da una cosa che non volevo ovviamente fare.
Non so perchè è successo, forse perché avevo già effettuato il login di snapchat sul pc o per non so quale altro mistero, ma il mio account era chiuso.
Avevo letto in passato che era possibile entro 30 giorni riattivare l'account semplicemente loggandosi nuovamente dallo smartphone, cosa che ho ovviamente fatto ma una inesorabile scritta recitava "il tuo account è stato disattivato, se hai provveduto a verificare l'indirizzo mail ti daremo comunicazione dell'effettiva disattivazione.


Vi confesso che per un attimo ho pensato "ok la mia era su questo social è finita, posso vivere anche senza snapchat" e sono andata a dormire.
Il mattino dopo ho pensato ad alcuni profili che seguo da tempo e che mi sarebbe davvero dispiaciuto perdere, così ho creato un nuovo profilo, informato alcuni di quello che era successo e un tam-tam stupendo attraverso il social ha fatto si che entro sera io avessi già recuperato tutti i miei vecchi follower.
Follower che non riuscivo ancora a vedere perchè l'attivazione completa del profilo con tutte le funzionalità avviene entro 24 ore ma questo "passa parola" mi ha veramente emozionato!


L'account twitter del supporto di snapchat non mi ha fornito aiuti utili che non potessi già trovare in rete. Aranzulla a cui ho mandato un messaggio sempre su twitter se ne è guardato bene dal rispondermi.
Nel frattempo alcuni "amici del web" si sono prodigati per darmi una mano e attravero le pagine del supporto dell'assistenza di snapchat raggiungibili sia dal PC che dall'app. a questo link (non è pericoloso potete cliccare) dove sono elencati una serie di casistiche che potreste risolvere attraverso le pagine web, la parte relativa ai problemi di accesso ha un "questionario" finale in inglese e se non troverete soluzione al vostro problema continuando a rispondere SI alle richieste "hai ancora bisogno di assistenza" vi si aprirà un format dove poter inviare una richiesta articolata spiegando dettagliatamente il problema. (grazie a LaCianfry e Stemonga per l'aiuto di un testo scritto in inglese corretto)
Dopo circa 24 ore o 48 ore (bisogna dare tempo alle procedure di attivarsi, in fondo Snapchat sta in America a un fuso orario diverso dal nostro) mi è arrivata una mail che mi comunicava che il mio account era stato ripristinato e di effettuare il login, cosa che ho ovviamente fatto e il messaggio a questo punto diceva più o meno: "il tuo account è disattivato, hai ancora 28 giorni per tornare indietro, vuoi riattivarlo?" ovviamente ho risposto di SI e il messaggio mi ha segnalato di attendere qualche minuto e una mail di conferma della riattivazione.
Dopo pochi minuti ero riuscita a tornare in possesso del mio account.


La morale è: 
quando navighi fai bene attenzione ai link che clicchi e che portano ad altri siti, non è stato senz'altro questo il caso ma capita spesso che vengano inseriti malware pericolosi che possono danneggiare irreparabilmente il vostro PC e/o rubarvi dati sensibili o password.
Se fai cose un po' complicate non farle a mezzanotte ma quando sei bello sveglio.
Se ti succede qualcosa che ti pare irreparabile non perderti d'animo, non farti prendere dal panico ma, a mente fredda, fatti aiutare troverai senz'altro qualcuno che potrà darti un suggerimento o un consiglio utile per procedere.
Se pensi di non poter vivere senza i social prova a cancellare uno, potresti scoprire che, tutto sommato, si può vivere anche senza.
Se comunque ti piace stare sui social, considerali una parte secondaria della tua vita, perchè un click potrebbe farli sparire e non devono lasciarti un vuoto.

Spero che questo post possa aiutarvi nel caso in cui, incautamente, doveste disattivare il vostro account di snapchat e per quanto mi riguarda terrò il nuovo account che avevo creato per ritornare sul social (azzetazeta-z) come "muletto" perchè non si sa mai un domani .....


lunedì 1 maggio 2017

A volte ritornano, storie di destini incrociati.



La foto rovinata e tenuta a lungo nel cassetto non rende l'idea, una cattiva luce non ci rende onore ma eravamo giovani, molto giovani.
Incontrati per caso, amici di amici, in una famosa caccia al tesoro che si teneva a Parma ogni anno il 1° maggio.
La caccia al Tesoro di Frontiera 70.
40 anni fa.
Un colpo di fulmine per me.
Una breve storia di incontri ma eravamo forse troppo giovani, lui soprattutto voleva ancora divertirsi, ancora non pensare ad impegni e io forse ero troppo "ragazza seria" quella con cui ti impegni seriamente o niente.
Il fatto è che mi ha lasciato, ricordo ancora il vestito che indossavo, era rosa sfumato dal chiaro allo scuro,  (ho sempre odiato questo colore da quel momento in poi).
Avevamo programmato una vacanza all'Isola d'Elba dove io sono andata con amici e lui non è venuto.
Lui: "Prendiamoci una pausa, voglio divertirmi un po' non voglio una storia seria"
Di solito queste pause sono definitive.
Ma il destino la pensava diversamente.
La pausa è durata 12 anni (un intero ciclo di giove guarda caso) ma sempre di pausa si è trattata.
Io qualche anno dopo mi sono sposata, anche lui si è sposato ed ha cambiato perfino città.
Era quasi logico non vederci mai più.
Invece il destino aveva deciso diversamente.
Uscivo dall'avvocato che si stava occupando delle mie pratiche di separazione e lui camminava lungo la via, inevitabile sbattergli contro.
"Ciao come stai? Stavo uscendo dall'avvocato, ah anche tu ti sei separato? Sei tornato a vivere a Parma?"
"Che ne dici usciamo una volta?"
"Si ma prima mi separo poi ne parliamo" Sempre troppo seria io....
Siamo usciti a cena, e poi ancora, e poi sono andata a vedere un rally e poi .... e poi ci siamo andati all'Isola d'Elba, ogni anno in estate per oltre 10 anni.
E poi siamo qui, ancora, oggi.
Conviventi da 27 anni, sposati da 24.
Ancora qui, insieme.
Io sono fatalista, credo tanto nel destino.
E questo era sicuramente scritto nel destino.